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Veduta aerea del comune di Posta
Panorama di Posta


Facendo strada lungo la storia

La Salaria può essere considerata la via consolare più antica in assoluto, attraversando la splendida valle del Velino porta con s&egarve; secoli di storia e tradizioni con sorprendenti resti e monumenti.

In origine con il nome "Salaria" si indicava solo il tratto Roma - Rieti, in seguito, Augusto estese il nome all'intero percorso Roma - Rieti - Antrodoco - Porto D'Ascoli (Castrum Truentinum).

L'attuale via Salaria segue il tracciato della Salaria Nova, costruita ai tempi dell'imperatore Nerva (96-99 d.C.), per accorciare il percorso del tracciato originario, dalle mura all'antico Ponte Salario su cui la strada supera l'Aniene.

Ma da molto tempo prima la via Salaria, nel suo percorso originario, svolgeva già per i territori lungo il Velino una funzione importantissima, essendo da sempre legata alle attività di trasporto e commercio del sale, da cui trae il nome. Le origini della strada risalgono ai tempi dei Sabini. Già dal II millennio a.C. la via congiungeva il Tirreno all'Adriatico.

Larga 4,20 metri, la strada romana presentava un fondo composto di ghiaia e piccoli ciottoli legati insieme con argilla e sabbia per uno spessore di 50 cm. Nel territorio della Comunità Montana del Velino, e in particolare all'interno del comune di Posta, sono ancora visibili numerose tracce di quest'antico impianto.

Si tratta dei pezzi del fondo e delle opere d'arte che non sono andati distrutti o non sono stati interrati nel corso dei secoli ad opera dell'uomo o degli eventi naturali.

L'imponente scavo nella roccia denominato Masso dell'Orso

I tratti più importanti sono visibili nella zona di Antrodoco e prima di arrivare a Posta, in uno dei tratti più angusti della valle del Velino dove la strada sorge incassata in grandi tagli nelle pareti rocciose a strapiombo sul fiume.

Tra le tagliate più imponenti possiamo ancora ammirare, circa quaranta metri sopra l'attuale sede stradale, quella in località Masso dell'Orso. Qua lo scavo nella roccia che alloggiava la strada misura circa 21 metri di lunghezza per ben 30 d'altezza, e al centro della tagliata è ancora visibile la sede di una lapide, andata poi dispersa, che doveva ricordare il curatore dell'opera.

L'immagine ritrae uno dei Migli Romani scavato nella roccia lungo la via SalariaNella stessa zona, in una nicchia scavata nella roccia all'altezza dell'attuale manto stradale, è conservato il LXIX migliario della Salaria, risalente al IX secolo a.C., in epoca augustea.

Molte altre tagliate sono ancora visibili lungo l'attuale tracciato stradale, e sono così imponenti che la credenza popolare le ha a lungo ritenute opera diabolica portata a termine in una notte da Cecco D'Ascoli, noto medico, astrologo ed erudito trecentesco, arso vivo per negromanzia nel 1372.

Altri invece vogliono che le tagliate siano state compiute dal conte palatino Orlando, ed infatti nello strambotto a lui dedicato viene individuata in una incavatura della roccia l'orma del suo piede.

Sebbene i lavori di risistemazione abbiano adattato negli anni la strada alle nuove esigenze di scorrimento, la Salaria (SS4) non è cambiata sostanzialmente dall'epoca del suo primo tracciato ufficiale (IV secolo a.C.) e caratteristici rimangono i suoi monumenti e i suoi tratti antichi.