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La ciaramella

La ciaramella La valle del Velino vanta una ricca tradizione di carattere etno-musicologico, derivata soprattutto dal mondo agro-pastorale. In questa tradizione spicca lo strumento tradizionale della zona, tipico soprattutto di Amatrice: la ciaramella. Si tratta di un tipo particolare di zampogna zoppa, legata al ballo e alle feste popolari, religiose e nuziali. Si differenzia dalla zampogna per una serie di modifiche apportate sui fori digitali delle canne e sui bordoni, il più piccolo dei quali viene tolto e il più grande otturato.

Il suono viene così prodotto dalle due canne melodiche, dette quella di destra femmina e quella di sinistra maschio. Ornano la zampogna frange rosse e fiocchi che svolgono una funzione decorativa, ma a cui viene tradizionalmente attribuito anche un significato magico.

Le ciaramelle vengono particolarmente impiegate durante i matrimoni nella cosiddetta sonata della sposa, una vera e propria suite in tre movimenti che accompagna lo svolgimento della cerimonia nuziale.

Il primo movimento, la piagnereccia, si svolge davanti al portone della casa paterna della sposa; è caratterizzata da un andamento lento con ritmo libero, da una melodia triste, e da effetti sonori della zampogna che simulano il pianto per l'abbandono della casa da parte della ragazza.

Segue la camminareccia, che accompagna il corteo nuziale, aperto dallo zampognaro stesso. Ha ritmo binario con suddivisione ternaria.

Infine abbiamo la crellareccia, ossia il ballo eseguito all'uscita degli sposi dalla chiesa. La crellareccia è dei movimenti quello che ha il ritmo più sostenuto ed è spesso accompagnato dal tamburello.

Un accenno va fatto, in quest'ambito, a un personaggio strettamente legato alla tradizione della ciaramella, se non suo stesso simbolo: Alfredo Durante, detto Raffone. Originario di Torrita di Amatrice, Raffone, recentemente scomparso all'età di 92 anni, ha iniziato a suonare all'età di 10 anni e da allora non ha più abbandonato questo strumento.

E' diventato un punto di riferimento in tutto il reatino non solo in quanto capace di suonare magistralmente, ma anche per essere stato uno degli ultimi artigiani in grado di costruire, a mano, le "piripizzole" (le ance di canna dello strumento) e di accordare la stessa ciaramella.