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Feste e sagre contadine

Terra di origini contadine e pastorali, la comunità montana del Velino mantiene ancor oggi fra le sue tradizioni numerose sagre e feste che rispecchiano queste origini unendole alla devozione religiosa.

Toro durante la Festa Vacunense La più conosciuta è probabilmente la festa della Madonna della Neve o festa Vacunense, che si svolge in agosto a Bacugno. Diventata solo in un secondo momento una festa religiosa, originariamente era un rituale pagano legato alla mietitura, e lo si capisce ancora molto bene osservandone lo svolgimento.

La festa inizia infatti nei campi, quando i contadini segnano con gli aratri profondi solchi nel terreno, sfidandosi a tracciare quelli più dritti e lunghi; poi un covone di grano viene donato alla chiesa di Santa Maria per propiziare il raccolto.

La simbologia pagana si ritrova ancora nella processione in cui un toro, viene condotto al sagrato della chiesa dove viene fatto inginocchiare: questo rito deriva infatti da quello dei sabini che serviva per decidere verso quali terre espandersi.

Dopo la processione, di fronte alla chiesa viene rappresentato il rito della fertilità della terra: alcune ragazze, vestite in costume tradizionale, lanciano alla gente ciambelle fatte col grano raccolto. Durante la giornata, è tradizione che poeti a braccio e zampognari si incontrino e diano vita a momenti di improvvisazione.

La quarta domenica di giugno a Borbona si svolge invece la festa di Santa Maria del Monte, la festa più sentita dai borbontini.

I festeggiamenti iniziano la domenica precedente, con la processione che accompagna la statua della Vergine dal santuario al paese. La processione fa il giro di tutti i rioni, con la banda al seguito, fino a giungere alla chiesa dove la statua rimarrà per l'intera settimana.

Il giorno della festa, un'altra processione farà il percorso inverso per ricondurre la statua al santuario, dove si celebra la messa.

La domenica sera, oltre alla festa tipica di ogni comunità paesana, con canti, balli e fuochi d'artificio in conclusione, è possibile assistere al caratteristico rito del ballo delle Pupazze (o Pantasime), in cui un grottesco manichino di cartapesta danza al suono della tarantella ricoperto di fuochi d'artificio che bruciano durante tutta la durata della danza; al culmine della serata i fuochi verranno accesi tutti insieme in una finzione di falò in cui arde la "Pupazza" stessa.